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Gli aiuti necessari

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È da qualche tempo che mi occupo della missione affidata  al padre cappuccino Bastin Karackkat che ho avuto modo di conoscere  personalmente.

Il mio compito è di far conoscere la realtà di un vasto territorio  dal clima malsano , dove ogni giorno molti  muoiono di malaria, dove si vive in villaggi di capanne,  raggiungibili  attraversando la giungla,  dove in alcuni casi per sicurezza  si dorme in capanne costruite sugli alberi,  dove la speranza di una vita migliore è  tutta affidata all’opera missionaria di pochi uomini  coraggiosi e sprovvisti di mezzi.

Costruzione della scuola di Ri-Bohi

 


La prima  grande realizzazione è stata la costruzione di una scuola che ospita  circa 1000 studenti. Per  tale impresa è stato significativo  il contributo di una ONLUS di Montemarciano, (AN), “Coordinamento Solidarietà” (visita il sito), a cui va tutta la mia  riconoscenza.

 

Benedizione della prima parte della scuola

 

Si è solo all’inizio. Fino a poco tempo fa i frati  raggiungevano i villaggi  più lontani dopo  lunghe ore di cammino a piedi, poi hanno avuto un vecchio fuori strada  che, appunto è andato subito fuori strada. Risultato? Non hanno mezzi per gli spostamenti.

I bisogni sono molti, ne elenco  alcuni:

  1. Un presidio sanitario attrezzato che possa essere usato  per la degenza dei colpiti dalla malaria. Molti, fra gli studenti, sono quelli che vivono nella missione, abitando  in villaggi molto lontani, e molte sono le volte che i religiosi assolvono al triste compito di riportare ai villaggi di provenienza le salme dei bambini uccisi dalla malaria;
  2. Opere di  Sensibilizzazione  presso le Case Farmaceutiche, affinché inviino i medicinali.   Lo stesso padre cappuccino,Bastin Joseph Karackkat,  pur essendo giovane,   è ammalato di diabete e ha  un tasso elevatissimo di trigliceridi. Non c’è assistenza sanitaria e  i farmaci sono costosi;
  3. Contatti  presso i medici senza frontiere, affinché si possa avere personale medico con l’attrezzatura necessaria per raggiungere le tribù e sostenerle sotto il profilo medico sanitario;
  4. Fornitura di zanzariere per ridurre la malaria e preservare almeno i più piccoli;
  5. Costruzione di pozzi  e relativa canalizzazione  per l’irrigazione e la razionalizzazione  dell’acqua, che è in abbondanza;
  6. Attrezzature agricole per dare inizio alla coltivazione dei terreni. Non ci sono colture ad eccezione di un po’ di  riso;
  7. Computers e attrezzature  scolastiche  di vario tipo;
  8. Attivazione del sistema delle adozioni a distanza.

Per quanto mi riguarda mi rendo disponibile per fornire notizie e  garantire il collegamento con l’India. Per ora mi limito ad allegare il dépliant informativo e la relativa traduzione a questa pagina.

Non  faccio parte di alcuna organizzazione, mi impegno a titolo personale e  cerco aiuti per aiutare... Grazie per l’attenzione.

Rita Bigi-Falcinelli



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