Kenneth Koch, critico letterario, docente universitario, poeta della generazione beat, arriva un giorno in Italia, entra in una scuola elementare, legge Leopardi, Cavalcanti, Petrarca e i bambini si mettono a scrivere poesie.
La cosa appare insolita, fa scalpore, i giornali ne parlano, una casa editrice è già pronta ad accogliere una tale esperienza didattica e lo stesso Koch, una sera del dicembre scorso, ne parla al Piccolo Teatro, a Milano.
A questo punto c'è da chiedersi: perché tutto questo? Per un metodo didattico che a qualcuno pare singolare o per il prestigio di un nome autorevole, per di più straniero? E certamente deve trattarsi di un riguardo riservato a Koch, perché la nostra scuola, benché tacciata, spesso e volentieri, di atipicità e dequalificata presso l'opinione pubblica nei ruoli e nelle funzioni, non è certo digiuna di esperienze simili. La differenza è che alunni ed insegnanti lavorano nel chiuso delle loro aule, in sordina, senza spettatori, addirittura lasciati "soli sul campo di battaglia".
Ed ha ragione Koch, quando dice che « scrivere poesie è una cosa naturale come ballare, cantare, disegnare, giocare con le parole, ricordare sentimenti perduti » e che « non occorre essere poeti per insegnare a fare poesie ». Per dimostrarlo cosa c'è di meglio se non ascoltare la viva voce dei ragazzi? A "parlare" sono gli alunni della scuola media di Polverigi (Ancona), tutti figli di agricoltori e di operai, che hanno risposto allo stimolo letterario offerto dalla scuola.
LA NUVOLA
Nell'azzurro vola una nube
soffice come una piuma,
il bambino la guarda e s'incanta
"Sembra fatta di panna!"
Vuole toccarla ma è già sparita,
il vento via l'ha spinta
dove non si sa,
poi riappare più in là,
è ancora più bella
"Sembra una pecorella!".
Riccardo - Roberto - Anna - Fabrizio
LA ROSA
Nel giardino è nata una rosa,
nei petali ha il velluto,
nello stelo le spine,
la leggerezza d'una piuma
nella corolla che lieve
si agita al vento
e alla terra lascia un petalo.
Rossella - Massimo -Ortensia - Ginetta - Lorenzo
IL TEMPORALE
Nel cielo cupo
le nuvole si fermano
il temporale è pronto
con fulmini, lampi
e tuoni violenti.
Sembrano ufo combattenti!
Poi l'aria si fa serena
ed esce l'arcobaleno.
Giuliana - Sonia - Luisa - Lorella
L'ARCOBALENO
Mille colori brillan in cielo:
è l'arcobaleno,
c'è il rosso del vino
il giallo del frumento
il verde dell'olivo.
Una striscia di gioia
che ridona l'allegria.
Giovanni - Vittoria - Roberto - Simonetta - Mario
Polverigi, Flash di primavera (5.28 MB)
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