Sono qui che devo fare un compito: osservare una scheda, descriverla e inventare una storia.
Nella scheda vedo un uomo dell'età preistorica davanti a un fuoco acceso. Indossa una pelliccia di giaguaro, cucina un bisteccone e nel frattempo approfitta del fuoco per riscaldarsi, il cibo è sul cavalletto composto da due bastoni biforcuti in cima, su cui poggia lo spiedo con la carne. Dietro al cavernicolo c'è la sua clava e un piatto.
Ecco ho finito la descrizione e quindi posso passare alla storia, mentre, penso al racconto, mi sento, chiamare:
Cristiano, Cristiano!
Mi giro verso Simone, il mio compagno di banco, convinto che sia lui a volermi, ma Simone non c'entra affatto, sta scrivendo zitto zitto.
Penso a quella vocina. Da quanto so, non l'ho mai sentita prima d'ora.
Mi risento chiamare subito dopo:
Cristiano, dove guardi, sono io! Il cavernicolo Bungadunga!
Ho gli occhi di fuori e penso «È impossibile, ma...booh»!?
D'istinto dico:
Come fai a parlare?
Risponde: «Lascia perdere... Ti voglio confidare un segreto.»
Avanti, dimmi, sputa il rospo. Rispondo io.
E va bene. Sai, sono stato io il primo a scoprire il fuoco. Si, lo ricordo come se fosse adesso. Un giorno decisi di costruirmi una punta di freccia e presi due sassi. Non sapendo che erano due pietre focaie, incominciai a sfregarle fra di loro, poco dopo si sentì un grande urlo: «AHI, AHHH.»
Mi ero bruciato un dito. Tutti accorsero. Avevo l'anulare nero, però avevo scoperto il fuoco. Si bruciacchiarono anche degli sterpi e Puncho, un mio amico, non sapendo cos'era, ci si sedette sopra. Per tre giorni dovette stare col sedere a bagno! Passò il tempo. Ormai il fuoco era diventato una cosa utilissima e comune: ci si riscaldava, ci si faceva luce, serviva per cucinare le carni e ci si tenevano lontano gli animali, i bimbi più dispettosi, invece, con il fuoco facevano scherzi tremendi: ti facevano vedere i dinosauri Verdi! Sì! Per esempio riscaldavano troppo le pelli e, quando ne indossavi una, diventavi negro tutto d'un colpo. Capperi, questo è solo uno dei tanti.
Intanto il tempo passava. Siccome il fuoco si poteva accendere In qualsiasi posto, incominciammo a fare dei pic-nic. Quello della scheda sono io, mentre cucino. Ma ora ti devo salutare. Mi sta chiamando Puncho. Addio, amico. Ciao.
Guardo Bungadunga cheSorridere e penso «Che avventura divertente»!
Con il brano sopra, Teodoro ha vinto il primo premio ad un concorso riservato agli alunni delle scuole medie.
La scoperta del fuoco (1.24 MB)
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