Originale iniziativa didattica alle «Donatello»
L'idea è della prof. Rita Falcinelli: fare della poesia strumento di maturazione e didattica. Sorprendenti i risultati
«Ragazzi, oggi, per compito facciamo una poesia». Ecco cosa si sono sentiti dire, una bella mattina, una ventina di ragazzini della I B delle medie «Donatello», alla Cittadella Sud: non si trattava di uno scherzo, né di una battuta ma dell'avvio di un'iniziativa sperimentale dagli sviluppi imprevedibili per la stessa insegnante, la prof. Rita Bigi Falcinelli, che l'aveva proposta. L'esperienza ripetuta parallelamente in 3a B è stata la prima in Ancona ed aveva dei precedenti, «firmati» dalla stessa docente, a Polverigi (I e III media nell'anno '78/79) e a Collemarino (II media nel '79/80).
La reazione dei ragazzi (si era agli inizi dello scorso anno scolastico), fu mista a noia a meraviglia: «Già scoccia impararle, se poi tocca anche farle, andiamo proprio bene!» si saranno probabilmente detti. Nel silenzio, invece l'esperienza è maturata per un anno, fino a quando, nei giorni scorsi, i risultati sono stati presentati in un incontro pubblico alla «Provincia», organizzate dall'lRRSAE (Istituto Regionale Ricérca e Sperimentazione) marchigiano. Nell'incontro, introdotto dal prof. Roberto Carlini', che nell'IRRSAE è responsabile per le scuole medie, la prof. Falcinelli ha illustrato il senso dell'iniziativa, precedendo la lettura, da parte degli stessi ragazzi e della prof. Flora Polimeni che «lavora» con altre due classi della «Donatello» dei brani migliori, prodotti individualmente o con lavori collegiali.
Ma perchè tanto interesse verso la poesia? «E' semplice, risponde la prof. Falcinelli: si tratta di trovare nei ragazzi un veicolo espressivo che esca dai binari della convenzionalità alla quale il linguaggio corrente li ha abituati. I termini della nostra comunicazione quotidiana sono conformisti, stereotipati, sono la negazione della creatività e dell'immaginazione del ragazzo che invece vanno sviluppate». Allora cominciare dalle scuole medie è tardi? «Certo, lo si dovrebbe fare fin dalle elementari, quando comincia ad esprimersi la spontaineità dei bambini, ma io ho cominciato come ho potuto».
Come si fa poesia in classe? «Siamo partiti dallo studio degli elementi base della poesia, da quello più semplice, la rima, a quello forse più difficile, la struttura metrica, analizzando i meccanismi che li regolano e applicandoli in classe: è un lavoro che ha richiesto mesi ma dopo un anno alcuni mi scrivono correntemente poesie in endecasillabi danteschi».
Ma i ragazzi hanno resistito? «Rispondo con una frase di Federica, una ragazza di III media: «Con la poesia ho scoperto me stessa, ho scoperto il mio stile che proveniva dal profondo del cuore e ne sono rimasta colpita». Questo per dire che gli obiettivi «tecnici» sono anche secondari, in confronto a quelli conseguiti nella maturazione umana dei ragazzi. Alcuni sono completamente cambiati, da difficoltà, introversi, hanno conquistato una capacità espressiva insospettata. La poesia si è confermata come una delle attività mentali che al pari della logica e della matematica favorisce e stimola la capacità di ragionamento. Ma grossi successi ne ho avuti anche a livello di metodo didattico: la poesia ha loro insegnato non solo ad imparare, ma anche ad amare i grandi della poesia, loro «colleghi», la narrativa e ad applicare lo stesso metodo anche nelle altre materie di studio.»
Poesia, insomma, come gioco socializzante, dove ciò che conta, alla fine, non è il risultato, ma il lavoro d'insieme. Ma anche i risultati, dopo tanta fatica, non si sono fatti attendere: i lavori sono stati pubblicati dall'antologia «110 giovani poeti in nove lingue», edita dal CIAS (Centro Internazionale Amici della Scuola), che ha selezionato i lavori di 5.000 giovani di ogni nazionalità; hanno ottenuto riconoscimenti quali il Premio «Città di Ceva» con una sezione speciale creata per loro, I e II premio al «Fanum Fortunae», II premio al «Città di Montecassiano»; segnalazione al «Campagnola» di Padova, menzione speciale al «Guido D'Arezzo», etc. Come inizio, niente male: auguri a queste «classi di poeti», insegnante compresa.
Vincenzo Varagona
1983 - Ragazzi, per compito oggi facciamo poesia (2.17 MB)
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