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Rassegna stampa

Io respiro, tu respiri - Innovazione a Scuola

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Tra gli ormai numerosi testi dedicati alle tecniche di scrittura, e in particolare alla scrittura creativa, un posto a sé stante occupa "Io respiro, tu respiri, noi ci ispiriamo. Note di meditazione e di didattica per bambini e adolescenti", Edizioni Appunti di Viaggio, Roma 1999 di Rita Bigi Falcinelli e Marzia Pileri: innanzitutto per le inattese prospettive che dischiude e sul piano della riflessione teorica e sul piano dell'operatività a quanti si occupino di educazione. E proprio dal concetto di "educazione" mi sembra ci si possa muovere per qualche breve nota a margine su questo libro di "meditazione e didattica": educare, come ricordano le stesse autrici, deriva dal latino exducere, "condurre", "portar fuori". Il rinvio etimologico è al movimento, al percorso da fare, al cammino da compiere: ad un processo, perennemente in divenire, e non ad un sistema, chiuso, statico, che si dà una volta per tutte.

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Un lavoro per la creatività dei bambini

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ANCONA - "Io respiro, tu repiri, noi ci ispiriamo. Note di meditazione e di didattica per bambini e adolescenti" di Rita A, Bigi e Marzia Pileri (edizione Appunti di Viaggio - Roma). Il libro sarà presentato giovedì 8 aprile alle ore 17,30, nella sala audiovisivi del Comune, in via Bernabei 30. L'opera, frutto di dirette esperienze realizzate nell'ambito della scuola dell'obbligo, elementare e media, si configura nel genere del manuale con una triplice articolazione: teorie pisco-pedagogiche, sequenze di unità didattiche ripetibili in altri testi scolastici, testi e materiali prodotti dagli alunni protagonisti. L'originalità del lavoro consiste nell'offerta di itinerari didattici che, utilizzando tecniche tipiche della meditazione, si dimostrano capaci di raggiungere importanti obiettivi, quali l'attenzione, la concentrazione, l'ideazione e la capacità di espressione, promuovendo l'apprendimento creativo.

(il Resto del Carlino, Cultura, Ancona e provincia, 31 marzo 1999)

 icon UN LIBRO PER LA CREATIVITA' DEI BAMBINI (524.36 kB)

 

«Oltre il Drago» messo in scena al "Donatello"

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‘Oltre il drago nella metamorfosi nel pensiero’ è il titolo dello spettacolo andato in scena mercoledì al ‘Donatello’ di Ancona. Un’esperienza tutta particolare vissuta da due classi della scuola media ‘Donatello’ di Ancona.

Seguiti dalla prof.sa di Lettere Rita Bigi Falcinelli, in un progetto di educazione alla creatività che la docente coltiva ormai da anni e che ha come esito finale la produzione di testi di invenzione fantastica, prosa e poesia, i ragazzi hanno messo in piedi nella giornata di chiusura dell’anno scolastico uno spettacolo dal titolo enigmatico ‘Oltre il drago nella metamorfosi nel pensiero'. Un lavoro lungo quello della docente, e che segue un itinerario didattico piuttosto anomalo. Tante sono state le prove teatrali realizzate dalla scuola della nostra provincia ma tutte ugualmente belle per l’impegno e lo spirito di ricerca dei docenti e degli allievi.

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Studenti e artisti tutti in mostra

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Forse poche volte la capace aula magna del Liceo Scientifico «L. di Savoia» di Ancona ha ospitato tanti partecipanti come alla manifestazione scolastica - culturale «insieme neIl’arte?». Tanta partecipazione, probabilmente, era dovuta alla curiosità di sciogliere l’interrogativo della proposta. «L’arte è movimento, incessante, che nessuno può arrestare, definire dentro una forma quale che sia, parola, suono o colore, cosi come nessuno può imbrigliare il fluire dell’onda». Con questa premessa, la professoressa Rita Bigi Falcinelli della lll B della scuola Media «DonateIlo», ha presentato la manifestazione culturale, patrocinata dagli Assessorati alla cultura della Provincia e del Comune.

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Alla «Donatello» una classe di poeti

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Quando un ragazzo può scrivere poesie? Allorchè si riconosce portatore di creatività, allorchè scopre I’originalità, del suo pensiero, quando in chiave fantastica prova piacere ad agire e a produrre in prima persona. In sintonia con i requisiti e convinta della bontà delle proprie espressioni poetiche, una intera classe di 20 ragazzi della scuola media Donatello di Ancona, la sezione III B, ha partecipato al concorso «Premio di Poesia» bandito dalla «Città di Ceva» (Cuneo) . Invero, il concorso prevedeva la partecipazione di singoli studenti di ogni ordine scolastico, ma il gruppo di neo - poeti ha avuto I’originaIe iniziativa di parteciparvi collegialmente, consapevoli delle loro esperienze poetiche, acquiste in tre anni di particolare dedizione a questa forma espressiva della disciplina letteraria. E la giuria del concorso, dopo severa valutazione degli elaborati, ha premiato gli alunni deIIa DonateIIo assegnando loro il primo «Premio Ceva 85» per la sezione scuola.

(continua...)

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Un gabbiano, una poesia

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Mostra didattica degli alunni della Donatello

Avviandosi alla conclusione dell'anno scolastico, gli alunni della scuola media « Donatello» di Ancona hanno voluto dare concreta prova di profitto nelle discipline di educazione artistica e di poesia, allestendo nei locali della scuola una interessante mostra didattica di elaborati.

L'esposizione consta di circa 90 pezzi tra pitture e disegni, divisi in soggetti vari: quello della pubblicità, dei libri, soggetti liberi e un separato angolo per la poesia. A ciò hanno partecipato le classi I, II e III delle sezioni B e C. Gli elaborati vogliono esprimere e sintetizzare gli esempi delle varie tecniche grafiche: del pastello cerato, dell'encausto, graffito, inchiostro di china, l'ordigraf, l'eliografia, il carboncino e colori ad olio.

Fra gli altri lavori si rilevano uno a china rappresentante una fanciulla dell'allievo Masarotti, un pierrot di Melania Brignoli, un pannello decorativo per acquario di C. Burattini, L. Orefice e A. Giuffrida.

Nell'angolo «poesia» sono esposte delle pergamene di composizioni poetiche e pitture che esprimono la sapiente simbiosi tra le due discipline artìstiche: la poesia delle immagini e le immagini della poesia. Tema dominante è « Il gabbiano Jonathan Livingston» di R. Bach; dal quale l'allieva Micaela Caprari ha tratto l'ispirazione del verso poetico: « nello specchio / un alito bianco / trafigge l'eterno». Il verso è abbinato ad un quadro rappresentante un gabbiano bianco che si libra verso il sole. Si è distinta anche l'allieva Roberta Guidotti.

Hanno guidato e coadiuvato gli allievi le insegnanti Maria Boriani per il disegno e Rita Bigi Falcinelli per la poesia.

Giuseppe Rizzi 

 

 

 

Cercano gli altri, scoprono la poesia, trovano l'uomo

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Sono i ragazzi della Scuola Media "Donatello" di Ancona, e più precisamente gli alunni della III B, per i quali "viaggiare" nel mondo dell'handicap è stato un obiettivo didattico programmato ed articolato sulla base di tre tappe fondamentali:

  • conoscere l'handicappato dalle pagine dei giornali. Tra questi "Gli altri";
  • avere esperienze dirette varcando le porte degli istituti speciali;
  • conoscere la cultura e l'arte del portatore di handicap.
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icon Cercano gli altri, scoprono la poesia, trovano l'uomo (2.18 MB)  

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«Ragazzi, per compito oggi facciamo poesia»

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Originale iniziativa didattica alle «Donatello»

L'idea è della prof. Rita Falcinelli: fare della poesia strumento di maturazione e didattica. Sorprendenti i risultati

«Ragazzi, oggi, per compito facciamo una poesia». Ecco cosa si sono sentiti dire, una bella mattina, una ventina di ragazzini della I B delle medie «Donatello», alla Cittadella Sud: non si trattava di uno scherzo, né di una battuta ma dell'avvio di un'iniziativa sperimentale dagli sviluppi imprevedibili per la stessa insegnante, la prof. Rita Bigi Falcinelli, che l'aveva proposta. L'esperienza ripetuta parallelamente in 3a B è stata la prima in Ancona ed aveva dei precedenti, «firmati» dalla stessa docente, a Polverigi (I e III media nell'anno '78/79) e a Collemarino (II media nel '79/80).

La reazione dei ragazzi (si era agli inizi dello scorso anno scolastico), fu mista a noia a meraviglia: «Già scoccia impararle, se poi tocca anche farle, andiamo proprio bene!» si saranno probabilmente detti. Nel silenzio, invece l'esperienza è maturata per un anno, fino a quando, nei giorni scorsi, i risultati sono stati presentati in un incontro pubblico alla «Provincia», organizzate dall'lRRSAE (Istituto Regionale Ricérca e Sperimentazione) marchigiano. Nell'incontro, introdotto dal prof. Roberto Carlini', che nell'IRRSAE è responsabile per le scuole medie, la prof. Falcinelli ha illustrato il senso dell'iniziativa, precedendo la lettura, da parte degli stessi ragazzi e della prof. Flora Polimeni che «lavora» con altre due classi della «Donatello» dei brani migliori, prodotti individualmente o con lavori collegiali.

Ma perchè tanto interesse verso la poesia? «E' semplice, risponde la prof. Falcinelli: si tratta di trovare nei ragazzi un veicolo espressivo che esca dai binari della convenzionalità alla quale il linguaggio corrente li ha abituati. I termini della nostra comunicazione quotidiana sono conformisti, stereotipati, sono la negazione della creatività e dell'immaginazione del ragazzo che invece vanno sviluppate». Allora cominciare dalle scuole medie è tardi? «Certo, lo si dovrebbe fare fin dalle elementari, quando comincia ad esprimersi la spontaineità dei bambini, ma io ho cominciato come ho potuto».

Come si fa poesia in classe? «Siamo partiti dallo studio degli elementi base della poesia, da quello più semplice, la rima, a quello forse più difficile, la struttura metrica, analizzando i meccanismi che li regolano e applicandoli in classe: è un lavoro che ha richiesto mesi ma dopo un anno alcuni mi scrivono correntemente poesie in endecasillabi danteschi».

Ma i ragazzi hanno resistito? «Rispondo con una frase di Federica, una ragazza di III media: «Con la poesia ho scoperto me stessa, ho scoperto il mio stile che proveniva dal profondo del cuore e ne sono rimasta colpita». Questo per dire che gli obiettivi «tecnici» sono anche secondari, in confronto a quelli conseguiti nella maturazione umana dei ragazzi. Alcuni sono completamente cambiati, da difficoltà, introversi, hanno conquistato una capacità espressiva insospettata. La poesia si è confermata come una delle attività mentali che al pari della logica e della matematica favorisce e stimola la capacità di ragionamento. Ma grossi successi ne ho avuti anche a livello di metodo didattico: la poesia ha loro insegnato non solo ad imparare, ma anche ad amare i grandi della poesia, loro «colleghi», la narrativa e ad applicare lo stesso metodo anche nelle altre materie di studio.»

Poesia, insomma, come gioco socializzante, dove ciò che conta, alla fine, non è il risultato, ma il lavoro d'insieme. Ma anche i risultati, dopo tanta fatica, non si sono fatti attendere: i lavori sono stati pubblicati dall'antologia «110 giovani poeti in nove lingue», edita dal CIAS (Centro Internazionale Amici della Scuola), che ha selezionato i lavori di 5.000 giovani di ogni nazionalità; hanno ottenuto riconoscimenti quali il Premio «Città di Ceva» con una sezione speciale creata per loro, I e II premio al «Fanum Fortunae», II premio al «Città di Montecassiano»; segnalazione al «Campagnola» di Padova, menzione speciale al «Guido D'Arezzo», etc. Come inizio, niente male: auguri a queste «classi di poeti», insegnante compresa.

Vincenzo Varagona

icon 1983 - Ragazzi, per compito oggi facciamo poesia (2.17 MB) 

 


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