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Home Rassegna Stampa L'A.g.e. affronta il problema della lettura nell'età infantile

L'A.g.e. affronta il problema della lettura nell'età infantile

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Riportiamo il contenuto di un dibattito organizzato dall’A.G.E (Associazione Italiana Genitori) in occasione del 4° convegno sul tema ‘Letteratura e editoria per l’età evolutiva nelle Marche’ a cui ha fatto seguito la seconda edizione del premio letterario nazionale. Perché il tema dibattuto interessa il settore della scuola? La risposta è semplice. Presso la sala consiliare della Provincia per l’intera giornata si è parlato della lettura, lo scoglio di sempre e lacuna incolmabile in tempi di scolarizzazione di massa. Perché leggere è oggi cosi difficile?

Perché la scuola anziché stimolare i giovani a leggere, li disamora, toglie loro una qualsivoglia motivazione, o se li induce a farlo li priva di quel quid di spontaneità che è pure condizione indispensabile per godere della lettura? Tutto questo e forse anche qualcosa in più è stato dibattuto quella mattina presso la Provincia e ci sembra materia pertinente, per non dire incadescente, di riflessione e di considerazione su pagine riservate al mondo della scuola. Sul tema ‘Fiabe marchigiane tra folclore e letteratura’ il prof. Marcello Verdenelli ricordava giustamente un pensiero lepardiano tratto da una pagina dello Zibaldone. L’immaginazione è una delle facoltà più forti, più potenti, più vigorose che l'uomo abbia per salvarsi da quelle schive finestre, da quel limite che una filosofia troppo geometrica e razionale poteva produrre. L'immaginazione, scriveva perlappunto Leopardi, può vedere, può inventare, può fingere un mondo che non è. Ebbene alla base del problema-lettura vi è proprio questa facoltà troppo spesso dimenticata. La scuola, tra i suoi mille obiettivi ha mai provato a coltivare questa sfera, insita nell’uomo adulto, e ovviamente viva anche nel piccolo?

Perché l'educazione pubblica segue un processo inversamente proporzionale, cioè riserva attenzione ad essa tanto più scende nei gradi inferiori dell'istruzione? Perché tali aree trovano maggiore cura nelle scuole materne ed elementari, per poi essere abbandonate man mano che si sale la gerarchia scolastica? Dalla media alla superiore l'immaginazione diviene vieppiù una facoltà dimenticata, il suo posto viene occupato dalla memoria dell'erudizione, dalla conoscenza libresca e manualistica. Intanto l'immaginazione avvizzisce, ed abbandonata a poco a poco muore. A tale proposito non può non essere ricordata l'interessante analisi condotta dalla prof. Rita Bigi Falcinelli. Anche lei, come altri autentici operatori della scuola (è insegnante di lettere in una scuola media della nostra città e due anni fa ha pubblicato un'opera che attesta la produzione letteraria di alunni stimolati da una didattica da lei messa a punto) ha messo il dito sulla piaga. Dopo una dettagliata analisi sulle cause di un mancato amore per la lettura (gli imputati sarebbero per primi i programmi, che privilegiano il momento informativo, e successivamente gli insegnanti, gli editori, i genitori) ha finalmente formulato la sentenza. La vera ragione è "la perdita delle emozioni, l'incapacità a vivere situazioni, reali o immaginarie con intensità emotiva". "Per emozioni si intende - dice la Bigi - movimento, agitazione, un turbinio di emozioni, pensieri, sensazioni, un complesso

Elisabetta Marchetti

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