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Ricordando padre Andrea

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Padre Andrea Lino Acquaroli, Servi di Maria, AnconaConobbi padre Andrea Lino Acquaroli, quando assunse l'incarico di parroco della chiesa di Santa Maria dei Servi di Ancona e subito s'impose alla mia attenzione per la novità delle sue omelie che sapevano ricreare nell'ascoltatore attento uno spirito forte e vitale, tanto che un giorno irruppi nel suo ufficio dicendo: "Ma si può sapere chi è lei che parla come nessun altro e dice cose che vanno diritte al cuore?". Questo fu il mio biglietto di presentazione. Del resto lui non mi conosceva perché non ero una sua parrocchiana. E lui, senza proferire parola, ricordo che era seduto alla scrivania, mentre io facevo capolino dalla porta, mi avvolse con uno sguardo lungo e penetrante che andava a conoscermi fin là dove io non sapevo. Ecco chi era padre Andrea al di là della sua scorza apparentemente burbera: uno che sa "vederti" e accoglierti nella profonda verità dello spirito e poi sa guidarti con cura e pazienza, perché la ricchezza delle sue conoscenze, uscendo dalle sfere astratte dell'erudizione, si facevano sempre materia di com-passione nella condivisione di una difficoltà. E non si è mai risparmiato, padre Andrea.

Già gli vedevo la stanchezza coprirgli il viso negli anni in cui gli venne assegnato l'incarico di provinciale, una stanchezza che allora era solo fisica, una stanchezza che è stata sempre sostenuta, fino all'ultimo, dallo slancio missionario che lo portava a non fermarsi.

Ora però padre Andrea si è fermato nell'unico modo che poteva. Eppure non ci voleva molto a capire il dramma dell'uomo che è malato ed è solo di fronte agli impegni e alle responsabilità di chi è alla guida di una comunità parrocchiale importante come quella del Sacro Cuore. Negli ultimi mesi l'avevo pià volte sollecitato a curarsi, gli avevo predisposto delle "corsie preferenziali" per perdere meno tempo nei labirinti dell'odierna sanità, ma gli impegni della parrocchia erano tali da non consentirgli la pianificazione di terapie che gli avrebbero richiesto tempo da dedicare alla sua salute. Questo è quanto mi disse durante le feste natalizie ed io, congedandomi da lui, replicati con dura schiettezza "ma padre, se non ha tempo per curarsi, ce l'ha poi il tempo per morire?". Mi guardò allora con lo stesso sguardo lungo e intenso che gli avevo conosciuto la prima volta e non proferì parola. Sì, il tempo per morire padre Andrea ha potuto trovarlo. E ha potuto donare anche le sue cornee, ma quel suo lungo vedere, che non è prerogativa della vista, non ha potuto lasciarlo a nessuno. Chi ha avuto la grazia di essere scrutato da lui, non lo dimenticherà. Mai. Proprio oggi la messa delle 19 al Sacro Cuore sarà in suffragio di Padre Andrea.

Rita Bigi Falcinelli

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