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Comprensione e uso della poesia: esperienze in una scuola media di Ancona

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Con gli esami di licenza media del 1982 sono state ufficialmente richieste, per la prova d'italiano, forme compositive alternative al tradizionale — e tanto criticato — tema, quali la cronaca, la lettera, di diario, il racconto, la relazione (D.M. del 26 agosto 1979), e ciò in piena conformità con l'obiettivo dell'educazione linguistica, prescritto dai nuovi programmi del 1979, che è quello di «far acquisire all'alunno l'uso del linguaggio in tutta la varietà delle sue funzioni e forme» . . . cioè di «far conseguire specificamente il possesso dinamico della lingua . . . promuovendo e sviluppando le capacità potenziali dell'alunno attraverso attività sia espressivo-creative, sia fruitivo-critiche». L'insegnamento del¬l'italiano, che con i programmi del 1973 si limitava a perseguire una generica correttezza formale mediante letture e composizioni, viene a collocarsi ora con più precisione d'intenti dentro uno spazio operativo, che è quello dell'educazione linguistica, per raggiungere il fine della comunicazione. In un siffatto ambito una iniziativa didattica come quella del «fare poesia costruendo poesie», oltre a trovare il suo legittimo riconoscimento, senza rischiare di essere considerata o una velleitaria attività extracurriculare o un ameno gioco verbale, sia pure socializzante, può diventare un complesso ed articolato metodo di lavoro, se programmato per raggiungere determinati obiettivi. In questo caso scegliere il codice poetico per realizzare la comunicazione significa:

  • lasciarsi alle spalle i condizionamenti linguistici preesistenti;
  • sperimentare una lingua al massimo della sua intensità significativa.

(continua...) 

icon COMPRENSIONE E USO DELLA POESIA (9.26 MB) 

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Poesia alla scuola media «Donatello» di Ancona

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Se «poesia» è riflessione e introspezione, se è liberazione di energie emotive e disciplina delle idee, se è ricerca e confronto, se è sintesi trasfigurata di un concetto, se è abile padronanza della lingua, se... se, come dice Ungaretti, è «Il frutto di un momento di grazia, cui non sia stata estranea, specie nelle lingue di vecchia cultura, una paziente, disperata sollecitazione», Il «fare poesia» trova il suo legittimo spazio operativo a scuola, dentro le pareti di un'aula.

In questo caso sperimentare una lingua come espressione d'arte lignifica non solo recuperarne la funzione poetica producendo linguaggi dalle varie e differenziate polivalenze significative, ma anche, e soprattutto, toccare precipue finalità didattiche: creare occasioni operative (non a caso è stato detto che la poesia è una delle attiviti mentali che al pari della logica e della matematica favorisce la capacità di ragionamento); facilitare la conoscenza di sé, mediante gli inevitabili processi di chiarificazione interiore, e cioè costruire o scoprire lo «style de l'homme» (non a caso Federica, un'alunna di terza media, scrive: «Con la poesia ho scoperto me stessa, ho scoperto il mio stile che proveniva dal più profondo del cuore e ne sono rimasta colpita»).

(continua...) 

icon 1983 - Poesia alla scuola media Donatello di Ancona (2.3 MB) 

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