Si intitola «L'uomo orizzontale» il racconto con il quale l'anconetana Rita Armanda Bigi Falcinelli ha vinto il premio letterario «Graal», la cui cerimonia di assegnazione si è svolta ier l'altro a Lovere in provincia di Bergamo.
La Bigi Falcinelli si è aggiudicata il primo premio della sezione narrativa con un testo inedito il cui titolo è a ben guardare già suggestivo del contenuto. «Il mio intento è dare voce ai senza voce» , dice la scrittrice, che è insegnante di lettere nella scuola media «Donatello» di Ancona. «E sono contenta di questo premio - continua - perché per me è importante aver lanciato un messaggio e capire che è stato raccolto».
Particolarmente significativa, a questo riguardo, è la motivazione dell'attribuzione, espressa in un testo molto bello col quale si sottolinea che «L'uomo orizzontale» costituisce un «diario dell'amara tristezza della mente». Ma sarà ormai il caso di spiegare qual è il messaggio cui la Bigi Falcinelli tiene così tenacemente e che la giuria del premio ha evidenziato con tanta sollecitudine. Il racconto tratta dell'handicap, dall'autrice conosciuto direttamente nella sua attività che, al di là dell'insegnamento, si svolge attorno a quello che tanti si ostinano a chiamare «problema», per ghettizzarlo rispetto a una realtà sociale che non sa o non vuole affrontarlo come componente razionalizzabile e non alludibile.
Finora - e qui parafrasiamo a braccio la motivazione della giuria - abbiamo concepito la verticalità come una prova della raggiunta nobiltà dell'uomo, relegando l'orizzontalità nel concetto della morte, o di quando si striscia, è basso, umile. Siamo stati tanto stupidi da credere che positivo fosse solo ciò che sale verso l'alto. Le pagine della Bigi Falcinelli, invece, sfatano con «attentissima felicità e con rigore estremamente logico l'idiozia di tanti nostri luoghi comuni della mente, restituendo intatto quel credito di nobiltà all'uomo totale, ma soprattutto al suo dolore maiuscolo di quando acchiappa farfalle con il retino a maglie larghe del più acuto desiderio e di quando - della libertà - ''tenta la carta'' (e queste ultime sono parole del testo narrativo, n.d.r.), solo nel ''conquistato oblio del reale''».
La Falcinelli per la verità ha già vinto parecchi premi letterari, sempre con opere inedite, e collabora a varie riviste, fra cui quella «Gli Altri» voluta e diretta dalla ormai famosa Rossana Benzi, la donna coraggiosissima che vive da anni in un polmone di acciaio.
«Mi piace lavorare affinché sia riconquistato il senso vero della vita e si veda riconosciuto all'handicap quel valore che solo costruirà un'integrazione sociale senza pietismi e senza remore ipocrite». Così dice la scrittrice, una scrittrice «sommersa», per così dire, che da anni lavora e scrive, più che con l'inevitabile vanità dell'autore, con l'intento incrollabile di «parlare» di uomini definiti «diversi» a uomini sedicenti «normali».
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