Un bel tacer non fu mai scritto. Devono pensarla cosi`, riguardo agli adolescenti, anche in Gran Bretagna. Gli studenti di una scuola pubblica inglese hanno iniziato un corso di meditazione (40 minuti di lezione, una volta a settimana), che fara` parte del loro curriculum, studiato dagli psicologi delle universita` di Oxford e Cambridge. Il progetto, che inizia alla Tonbridge School del Kent, e` stato disegnato per gli studenti dei primi anni di superiori e mira, tra l'altro, a creare nei ragazzi un certo distacco da computer, videogiochi e altre distrazioni tecnologiche. Dura otto settimane e vuol migliorare la concentrazione e combattere l'ansia, mostrando agli adolescenti i benefici del silenzio. I giovani hanno fatto sapere che ha gia` aiutato a essere meno nervosi nelle partite di cricket... Meditazione in classe per gli studenti inglesi (2.85 MB)
Me n'ero stata fino a quel momento tranquilla a crescere dentro al mio sacco amniotico, finché una smania insidiosa, che chiamano legge di natura, prese a spingermi per cercare la luce. Cosa fosse poi questa luce non lo sapevo, ma l'ordine imposto, oltre che irrevocabile, non lasciava spazio a defezioni, pena la morte. Nemmeno della morte avevo un'idea chiara, ma di certo doveva trattarsi di qualche evento spiacevole nel quale mi sarei trovata coinvolta, se non mi davo da fare. Così mi agitai, di malavoglia però, e presi a scivolare verso quella che doveva essere l'uscita per la vita. Trovai solo uno spiraglio ed io pesavo già i miei tre chili e mezzo. Non ce la facevo a passare, però a vedere quello spillo di luce che filtrava illuminando il mio buio, m'incantai estasiata e intimorita. Fu allora che conobbi il desiderio, la forza, la rabbia della vita. Calciai, strinsi i pugni e con la testa premetti forte, più, più volte. Inutilmente. (continua...) La spastica (10.14 MB)
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 Vivere l'handicap non significa solo vivere un disagio funzionale, bensì subire tutte le conseguenze derivate da una diminuita vita di relazione. Ne consegue che in un bambino basta un deficit fisico, motorio o sensoriale, per limitare l'esperienza-conoscenza e provocare inevitabilmente un ritardo o comunque un rallentamento del processo evolutivo. Quindi, se l'ambiente con le sue sollecitazioni è determinante per l'apprendimento di ciascun individuo, è quanto mai indispensabile che al bambino handicappato, già limitato nelle sue capacità di comunicare e di interagire, si garantisca un ambiente ricco di stimolazioni compensative e alternative tali da incentivare al massimo l'iniziativa e il protagonismo. Ad esempio fare un esercizio di estensione del braccio non è una terapia passiva se c'è un oggetto da afferrare che, con la forza della motivazione, costringa a organizzare il movimento e ad esercitare una capacità decisionale. È proprio in questo ambito che tra le varie strategie rieducative trova la sua ragione d'essere l'ippoterapia, cioè una tecnica riabilitativa che sceglie il cavallo come oggetto mediatore, come oggetto-stimolo alla strutturazione del comportamento. (continua...)
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 Ore 10,15, lezione di educazione civica, classe III B. Il tema: lettura e commento di alcuni articoli della costituzione, in conformità con quanto prescritto dai programmi per la scuola media ("l'educazione civica ... ha come oggetto di apprendimento le regole fondamentali della convivenza civile). E quindi sui banchi di scuola che i nostri ragazzi imparano che tutti hanno l'obbligo della frequenza scolastica fino al quattordicesimo anno di età, che tutti hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, che viene riconosciuto a tutti il diritto al lavoro ecc... Però questi stessi alunni, tutti svegli e pronti al confronto, imparano, sempre sui banchi di scuola, a fare verifiche ed analisi comparate, a consultare libri e giornali, così, frugando nel "polveriere", una specie di archivio di classe (ovvero scatolone di varia dove nel tempo hanno stratificato, insieme alla polvere, collezioni di notizie), riportano alla luce il mosaico di una realtà diversa, un costume sociale che ignora i principi della costituzione ed alimenta invece con l'ingiustizia e l'iniquità situazioni assurde e crudeli, situazioni con le quali leggere in parallelo le norme relative ai diritti e ai doveri dei cittadini. (continua...)
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Con gli esami di licenza media del 1982 sono state ufficialmente richieste, per la prova d'italiano, forme compositive alternative al tradizionale — e tanto criticato — tema, quali la cronaca, la lettera, di diario, il racconto, la relazione (D.M. del 26 agosto 1979), e ciò in piena conformità con l'obiettivo dell'educazione linguistica, prescritto dai nuovi programmi del 1979, che è quello di «far acquisire all'alunno l'uso del linguaggio in tutta la varietà delle sue funzioni e forme» . . . cioè di «far conseguire specificamente il possesso dinamico della lingua . . . promuovendo e sviluppando le capacità potenziali dell'alunno attraverso attività sia espressivo-creative, sia fruitivo-critiche». L'insegnamento del¬l'italiano, che con i programmi del 1973 si limitava a perseguire una generica correttezza formale mediante letture e composizioni, viene a collocarsi ora con più precisione d'intenti dentro uno spazio operativo, che è quello dell'educazione linguistica, per raggiungere il fine della comunicazione. In un siffatto ambito una iniziativa didattica come quella del «fare poesia costruendo poesie», oltre a trovare il suo legittimo riconoscimento, senza rischiare di essere considerata o una velleitaria attività extracurriculare o un ameno gioco verbale, sia pure socializzante, può diventare un complesso ed articolato metodo di lavoro, se programmato per raggiungere determinati obiettivi. In questo caso scegliere il codice poetico per realizzare la comunicazione significa: - lasciarsi alle spalle i condizionamenti linguistici preesistenti;
- sperimentare una lingua al massimo della sua intensità significativa.
(continua...) COMPRENSIONE E USO DELLA POESIA (9.26 MB)
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